Nico さんのプロフィールIL SOCIALE E L'ANTISOCIA...フォトブログリストその他 ツール ヘルプ

Pellegrini Nico

職業

Arcoiris Tv

読み込み中...読み込み中...
全 19 枚中 1 枚目

IL SOCIALE E L'ANTISOCIALE

IlPerbenismoInteressatoLaDignitàFattaDiVuotoL'IpocrisiaDiChiStaSempreConLaRagioneMaiColTorto

Benvenuti


IL VOSTRO IP E'



CONTATORE

Advertising ROI
2007/04/26

Joseph Ratzinger: magari meglio parlare di questo che dei DICO,no?

www.beppegrillo.it

Vorrei che tu...

incidente_stradale.jpg
foto di AprilDreams

Vorrei che tu che vai a 200 all’ora in autostrada. Tu che parcheggi in doppia fila e il ciclista che ti scansa finisce morto sotto una macchina. Tu che con un autotreno in città travolgi una donna sulle strisce pedonali. Tu che, ubriaco, uccidi quattro ragazzi con un furgone contromano. Tu che non realizzi piste ciclabili protette in città. Tu che pubblicizzi la velocità fuori dai limiti consentiti. Tu che permetti di fare pubblicità alla velocità fuori dai limiti consentiti. Tu che sei al governo, che auspichi e non fai mai un c...o.
Vorrei che tu, ovunque ti trovi, in parlamento, in comune, in salotto, ti avvicinassi un attimo allo schermo. E senza staccare gli occhi leggessi questo VAFFANCULO, scritto solo per te.
Eleonora Allevi, 19 anni, Alex Luciani, 16 anni, Danilo Traini 17 anni e Davide Corradetti, 16 anni, sono morti ieri su una strada d’Italia. Valevano meno di Mastrogiacomo o di qualunque giornalista che finisce ostaggio? Valevano meno dei congressi dei partiti sotto vuoto spinto di questi giorni? Valevano meno di una partita di calcio? E di tutto il circo mediatico che li accompagna? Possiamo dirlo con assoluta certezza: valevano meno.
Chi li ha uccisi rischia il ritiro della patente e cinque anni di carcere. Credo che sia arrivato il momento della tolleranza zero per gli assassini al volante. La macchina va equiparata a un’arma. Chi la usa per uccidere deve farsi trent’anni di galera.
Chi dovrebbe prevenire, controllare: la polizia stradale, i vigili, non ci sono quasi mai. Non conosco i motivi. Mancanza di organico. Lavoro di ufficio. Non mi interessa. Gli effetti sono che sulle strade ognuno fa quello che vuole. In terza corsia in autostrada chi rispetta la velocità rischia la vita. Dietro arrivano con gli abbaglianti a duecento all’ora. A tutte le ore, tutti i giorni. Non solo il sabato sera. Quasi mai ragazzi.
Facciamo rispettare le regole denunciando sempre chi le viola sulle strade. Insistiamo, anche se sembra inutile. Fermiamo gli assassini al volante.
Due consigli pratici:
- non comprate e non fate comprare le macchine di cui viene pubblicizzata una velocità superiore ai limiti di legge
- pretendete dai vostri sindaci piste ciclabili protette da cordoli che attraversino la città. I meetup, se vogliono, aiutino o promuovino le iniziative. Sul blog creerò una sezione apposta per raccoglierle.
2007/04/23

11 SETTEMBRE

Ancora
11 Settembre

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1773
2007/04/15

IMPORTANTE!!!!!!!!!

medicina : CRM197 - Un'arma contro i tumori?
pubblicato da Redazione il 12/4/2007 9:20:00 (1616 letture)

Luogocomune pubblica questo appello senza averne potuto verificare a fondo i contenuti. Si invitano quindi i lettori a procedere responsabilmente nell'utilizzo e/o eventuale diffusione delle informazioni qui riportate - La Redazione

--- A P P E L L O ---

Questo è un accorato appello che ti viene rivolto da un gruppo di persone che hanno familiari colpiti da gravi forme di tumore.

Nella ricerca disperata di ulteriori terapie da affiancare alle terapie convenzionali nei casi in cui non si ottengono gli effetti sperati, abbiamo scoperto le ricerche del Dott. Silvio Buzzi di Ravenna riguardo al CRM197, un derivato della tossina difterica in grado di bloccare l’avanzata del tumore e a volte di farlo regredire.

Le scoperte del dott. Buzzi, sebbene pubblicate su prestigiose riviste scientifiche, internazionali come The Lancet, Cancer Research, Cancer Immunology Immunotherapy e Therapy, American Association for Cancer Research, ...

... non sono state MAI prese in considerazione dalle autorità e dagli enti competenti.

Finalmente il 7 marzo 2006, dopo un’iniziativa parlamentare (Interrogazione Camera 2-00238 on. F. Brusco Forza Italia) e diversi articoli sulla stampa nazionale, il Ministero della Salute aveva approvato l’avvio della sperimentazione clinica.

Purtroppo ad un anno dall’approvazione, la sperimentazione non è MAI iniziata!

Il centro oncologico pilota scelto dall’AIFa per la sperimentazione è il reparto oncologico dell’ospedale di Empoli diretto dal dott. Gianmaria Fiorentini.

La Chiron di Siena ha fornito al centro oncologico di questo ospedale un congruo quantitativo di fiale di CRM197.

Sono lì pronte per l’uso.

Sulle fiale è stata apposta una data di scadenza, novembre 2007, anticipando di molti anni (circa dieci) la naturale scadenza del prodotto (!?)

Dopo più di un anno dall’approvazione, il protocollo NON E’ STATO ancora presentato !

Intanto ai malati senza speranze e refrattari a tutte le terapie ufficiali che hanno chiesto di utilizzare il CRM197 per uso compassionevole, è stato risposto che il CRM197 non è un farmaco e non può essere autorizzato il suo utilizzo sull’uomo senza studi approfonditi

INTANTO

questa sostanza è in commercio oramai da 15 anni utilizzata come carrier (vettore) in molti vaccini;

INOLTRE

questi vaccini oggi, vengono somministrati ai neonati dai due mesi di vita in su;

A CIO' SI AGGIUNGA CHE

nel 1973 fu dimostrata scientificamente la NON TOSSICITA’ del crm197
(The Journal of Biological Chemistry Vol.248, No. 11, 1973 ed altre pubbl.ni)

INFINE

esiste una circolare emanata dal ministero della Salute, DGFDM/SDG/P/5106/I.n.c.b del 12.2.2007, che precisa che “ In singoli casi il medico può, sotto la sua diretta responsabilità e previa informazione del paziente e acquisizione del consenso dello stesso, impiegare un medicinale prodotto industrialmente per un’indicazione o una via di somministrazione o una modalità di somministrazione o di utilizzazione diversa da quella autorizzata …“

Noi crediamo che dietro a che queste enormi contraddizioni si celino lobby economiche molto potenti che fanno e faranno di tutto per rallentare ed insabbiare la sperimentazione già autorizzata.

PER QUESTO TI INVITIAMO AD ADERIRE ALLA NOSTRA PROTESTA

URLIAMO IL NOSTRO DISAPPUNTO

DIFFONDIAMO I CONTENUTI DI QUESTO SCANDALO A TUTTI I NOSTRI CONTATTI

PROTESTIAMO CONTRO I PROTAGONISTI DI QUESTA VICENDA

MANDIAMO QUESTA E-MAIL CON IL SEGUENTE TESTO:

QUI l'appello originale, con i link per la firma, oltre ai contatti e i link al sito originale

2007/04/13

BASTARDI...COME AL SOLITO

FUCKIN
ROME
POLICE


http://www.youtube.com/watch?v=2--bs4OEiIg


2007/03/27

11 Settembre

www.luogocomune.net

11 settembre : Piloti per la Verità sull'11-9 - Comunicato Stampa
pubblicato da goldstein il 26/3/2007 10:45:59 (1287 letture)

I dati rilasciati dal Governo contraddicono la versione ufficiale di uno dei Voli dell'11 Settembre

Pilots for 9/11 Truth, un'organizzazione internazionale di piloti ed aviatori professionisti, ha chiesto al National Transportation and Safety Board (NTSB) tramite un Freedom of Information Act di ottenere il loro report del 2002 intitolato, “Flight Path Study: American Airlines Flight 77”, che consisteva in un file CSV ed un'animazione del percorso dell'aereo, che si afferma essere ricavato dal Flight Data Recorder (FDR) del volo 77.

I dati forniti dall'NTSB contraddicono il Rapporto della Commissione 11-9 in molti e significativi punti...

1.

L'animazione della traiettoria di approccio e l'altitudine
dell'aereo non supportano gli eventi ufficiali.

2.

Tutti i dati riguardo l'altitudine mostrano l'aereo almeno 100
metri troppo alto per colpire i pali della luce.

3.

I dati riguardo il tasso di discesa verso terra sono in diretto
conflitto con l'assunzione che l'aereo fosse in grado di impattare
i pali della luce ed essere inquadrato nei “5 frame video”
rilasciati dal Dipartimento della Difesa, che mostrano un oggetto
che viaggia praticamente in parallelo al prato antistante il
Pentagono.

4.

La registrazione dei dati si interrompe almeno un secondo prima
dell'orario ufficiale di impatto

5.

Se i dati continuassero con il trend osservato l'aereo sarebbe
stato troppo alto per colpire il Pentagono


Nell'Agosto del 2006, i membri di Pilots for 9/11 Truth hanno ricevuto questi documenti dall'NTSB ed hanno iniziato un'accurata analisi dei dati che contenevano. Dopo aver effettuato un'attenta analisi ed un controllo incrociato dei dati, Pilots form 9/11 Truth ha concluso che le informazioni rilasciate in questi documenti dell'NTSB non supportano, ed in alcuni casi contraddicono in modo fattuale, l'asserzione del governo per cui il volo 77 American Airlines avrebbe colpito il Pentagono la mattina dell'11 Settembre, 2001.


Secondo il 9/11 Commission Report, che si basa per la maggior parte sullo studio della traiettoria effettuato nell'NTSB Flight Path Study, il volo 77 American Airlines avrebbe colpito il Pentagono alle 9:37:36 A.M, la mattina dell'11 Settembre 2001. Tuttavia l'orario di impatto, secondo l'NTSB Flight Path Study è 9:37:45. Sempre secondo lo stesso rapporto, il volo 77 American Airlines avrebbe colpito il Pentagono e, nel farlo, avrebbe buttato a terra 5 pali della luce sull'autostrada 27 lungo la traiettoria verso il muro ovest.


Le informazioni fornite dall'NTSB non supportano le affermazioni del Rapporto della Commissione 11-9 per cui il volo 77 American Airlines avrebbe colpito il Pentagono.


Pilots for 9/11 Truth si è impegnato a ricercare la verità riguardo gli eventi dell'11 Settembre 2001. Abbiamo contattato sia l'NTSB che l'FBI riguardo queste ed altre inconsistenze. Sino ad oggi hanno rifiutato di rilasciare un commento a riguardo, correggere, smentire, ritirare oppure offrire una nota di accompagnamento che potesse spiegare le discrepanze tra quelli che dicono essere i dati estratti dall'FDR del volo 77 American Airlines ed la versione ufficiale riguardo il suo schianto contro il Pentagono.


Come cittadini preoccupati e professionisti nell'industria dell'aviazione, Pilots for 9/11 Truth porge le seguenti domande:


Perché queste discrepanze sono state ignorate dalle agenzie all'interno del governo degli Stati Uniti?

Perché hanno presentato in modo fraudolento i loro stessi dati al popolo americano?


Pilots for 9/11 Truth, come posizione ufficiale, ritiene che una indagine ufficiale del governo riguardo queste discrepanze sia dovuta e debba essere garantita. Chiediamo ai nostri concittadini di scrivere ai loro rappresentati al Congresso per informarli di queste inconsistenze e chiedere un'immediata indagine a riguardo.


Per ulteriori informazioni consultate www.pilotsfor911truth.org

Firmatari:
Robert Balsamo
Ex Indipendence Air / Atlantic Coast Airlines, oltre 4,000 ore di volo

Glen Stanish
American Airlines, ATA, TWA, Continental, oltre 15,000 ore di volo

Capitano Russ Wittenberg (in pensione)
Ex Pan Am, United, oltre 30,000 ore di volo
Ex Air Force Usa, oltre 100 missioni di combattimento

John Lear
Figlio di Bill Lear, fondatore e ideatore della Lear Jet Corporation
Oltre 19,000 ore di volo e quarant'anni di esperienza

Capitano Jeff Latas
Ex Air Force Usa, JetBlue Airways

Ted Muga
Ex Pilota e Comandante della Marina Statunitense

Col Robert Bowman
ex Air Force Usa (in pensione), 101 missioni di combattimento
Ha diretto i programmi “Star Wars” sotto i Presidenti Ford e Carter

Alfons Olszewski
Fondatore di Veterani per la Verità sull'11 Settembre
ex Esercito Usa, Capo Truppa manutenzione aerei

Robin Hordon
Ex Controllore di volo di Boston
Pilota Commerciale

John Panarelli
Ex amico e collega di John Ogonowski – Capitano di AA 11
Eastern Metro, Braniff, Ryan International, Emery, Worldwide, Polar Air Cargo, oltre 11,000 ore di volo

Tenente Colonnello Shelton F. Lankford
ex Marine
oltre 10,000 ore di volo, 303 missioni di combattimento

Capitano Dan Govatos
10,000+ Total Flight Time
Ex Capo Pilota della Casino Express Airlines, oltre 10,000 ore di volo
Direttore dell'addestramento alla Polar Air

George Nelson
Ex Air Force Usa
Pilota commerciale autorizzato e meccanico aeronautico

Dennis Spear
Aviatore dell'esercito in pensione
Ufficiale operativo, ufficiale della sicurezza degli aerei, oltre 7,000 ore di volo

Capitano Joe H. Ferguson
Ex Air Force Usa (in pensione), oltre 30,000 ore di volo


Grazie a Pier69 della segnalazione e ad Ashoka della traduzione.

Altri link consigliati (in inglese):
Forum Pilots for 9/11 Truth
Informazioni sull'FDR del Volo 77
Pandora's Black Box - Chapter Two - Flight Of American 77

2007/03/14

Obesità e società

www.luogocomune.net
medicina : E' tutto grasso che costa
pubblicato da Mnz86 il 13/3/2007 5:30:00 (697 letture)

di Andrea Franzoni

«Bisogna trovare un punto di equilibrio tra le responsabilità degli individui e quelli dei governi e delle società. Non è accettabile lasciare che gli individui siano i soli responsabili per la loro obesità. E’ essenziale che l’azione intrapresa [dai governi] sia ben inserita all’interno del contesto culturale di ciascun paese o regione, così come è essenziale che sia riconosciuto il piacere offerto da una dieta sana e dall’attività fisica».

Nel novembre del 2006 i paesi europei membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si sono riuniti in Turchia per un summit dedicato all’obesità [1]. Al termine dei lavori tutti i ministri della sanità presenti hanno sottoscritto il documento che lancia l’ennesima campagna mondiale dedicata, in questo caso, alla lotta al sovrappeso. Obiettivo dell’OMS quello di riuscire, attraverso politiche non meglio specificate, nell’obiettivo di invertire la tendenza all’aumento del numero di obesi entro 4 o 5 anni.

La determinazione è tale da ventilare l’ipotesi di andare oltre le campagne informative, l’educazione scolastica, le norme a difesa dei minori ...

... (cibi salutari nei distributori e nelle mense scolastiche e “fascia protetta” dalle pubblicità di snack ipercalorici), l’obbligo di etichette più oneste o gli sgravi sull’attività sportiva per i minori introdotti dalla finanziaria Prodi. I ministri mondiali hanno infatti sottoscritto la necessità di «trovare un punto di equilibrio tra le responsabilità degli individui e quelle dei governi». La forma fisica, infatti, sembra non essere più essere una questione unicamente privata (legata alla salute, alla funzionalità dell’organismo, alla minor incidenza di malattie e al biasimo sociale) in quanto a quanto pare lede lo stato, e quindi la collettività, due volte. Da una parte, ha sottoscritto il ministro Livia Turco a novembre, il soggetto obeso incide direttamente sui bilanci pubblici: «L’obesità e il sovrappeso negli adulti sono responsabili della spesa sanitaria nella regione europea per una quota che arriva fino all’8%», 6% della Spesa Pubblica e 1% del PIL (in Italia il 9% degli adulti sono obesi, il 34,7% sovrappeso). Dall’altra, «[obesi e sovrappeso] comportano costi indiretti, conseguenti alla perdita di vite umane, di produttività e guadagni correlati, che sono almeno il doppio dei costi diretti». Insomma l’obeso “va troppo piano”, e contribuisce in maniera insufficiente a “far girare l’economia”.

Per queste ragioni, evidentemente, «non è accettabile lasciare che gli individui siano i soli responsabili per la loro obesità» (“holding individuals alone accountable for their obesity should not be accepted”). Essi costano, e producono meno. Tradotto, il cittadino rischia di perdere il diritto di poter essere obeso. E’ probabilmente un dovere dello stato quello di informare il cittadino, suggerendo i comportamenti positivi per la sua salute, arrivando anche a “proteggerlo” dalle forze speculative più seducenti e potenzialmente dannose, al limite con forme di tassazione del junk food per coprire parte dei costi riconducibili all’obesità (come per le tasse sulle sigarette, che coprono in buona parte le spese per patologie connesse), anche se spesso il junk food è praticamente l’unico cibo alla portata di certi tipi di portafoglio. Se una vera informazione e una vera educazione (per non parlare della revisione degli stili frenetici di vita) continueranno a non bastare, però, veniamo a scoprire lo stato dovrà provare ad essere più convincente nel far valere le sue ragioni.

Certo, rassicurano gli esperti, «in una non trascurabile percentuale di pazienti [la malattia sarebbe] frutto di alterazioni dei sistemi di neurotrasmissione» tanto che «in futuro potrebbero essere individuati 'cocktail di farmaci' personalizzati, sempre meno dannosi e in grado di curare anche i disturbi connessi all'obesità» come il Rinombant. Poco importa che, secondo i test, il calo ponderale reale (al netto dell’effetto placebo) si sia dimostrato del 2,5% su base annua: un’interessante occasione di profitto per la Avertis, giocato sul solito rovesciamento tendenzioso del rapporto causa effetto per cui non si considera la possibilità che le “alterazioni dei sistemi di neurotrasmissione” possano essere sintomo di fattori psicologici, o un adattamento dell’organismo ad una particolare condizione fisiologica, piuttosto che cause meccaniche delle patologie. [2]

La molla che forse potrebbe mettere tutti gli europei a dieta, creando una sorta di fantozziano stato etico-salutista, è stata però ipotizzata da Tony Blair. Secondo il primo ministro inglese la sanità pubblica potrebbe negare le cure a chi si rende colpevole di stili di vita dannosi, rifiutando alcuni tipi di intervento a determinate categorie di cittadini (fino a quando, dopo un trattamento adatto, non si ripresenteranno in condizioni più favorevoli alla buona riuscita dell’intervento), inserendo obesi e fumatori in coda alle liste di attese, facendo pagare ticket e extra. Questo anche perché, secondo il governo inglese, le campagne informative ed educative intraprese hanno dato risultati insufficienti e il cittadino imprudente ha bisogno, in sostanza, di un castigo economico.

«Quello che viene presentato come un nuovo approccio alla salute è dettato in realtà dalle difficoltà sempre crescenti delle casse della sanità pubblica, che non ce la fa più a far fronte a tutte le richieste e che è costretta ad operare delle scelte» spiega Repubblica. «Per far digerire quella che si annuncia come una vera e propria rivoluzione, dato che fino ad oggi tra i capisaldi dell'assistenza sanitaria c'era il principio che non si può fare alcuna discriminazione tra malati e malattie, Blair ha coinvolto i cittadini formando dei focus group che a marzo renderanno note le conclusioni del loro lavoro. Curare l'obesità oggi costa 10 miliardi di euro l'anno; le malattie contratte in conseguenza del fumo costano più di 20 miliardi. Ai cittadini è stato chiesto: ‘Se tu fossi un ministro, che cosa faresti?’» [3]

Lo slogan è stato tanto forte che Livia Turco, Ministro della Sanità, si è sentita in dovere di rispondere prendendo le distanze dalla proposta di Blair considerata una «via drastica, quasi vendicativa o comunque di stampo giustizialistico nei confronti dei cittadini, che sembra non tener conto dei molteplici fattori economici, sociali, mentali che stanno quasi sempre dietro un comportamento a rischio per la propria salute». [4]

Certo la spesa pubblica legata agli stili di vita scorretti è anche per il ministro Turco insostenibile: probabilmente la ricchezza prodotta servirà ad altro, o meglio ad altri. «Quasi nove decessi su 10 e oltre il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, sono causati da diverse malattie legate ai cattivi stili di vita. Disturbi cardiovascolari, tumori, diabete, malattie respiratorie croniche, disturbi mentali e muscolo-scheletrici - ricorda la Turco - sono i sei killer più pericolosi per la nostra salute, responsabili del 77% degli anni di vita persi in buone condizioni psicofisiche. Ma sono anche ampiamente prevenibili grazie a stili di vita salutari».

Tuttavia l’approccio della Turco è più “sociologico”: «le malattie da cattivi stili di vita colpiscono maggiormente le classi sociali meno abbienti, le più esposte al bombardamento mass mediatico e meno ricettive a messaggi salutari».[5] Non pervenuta né dibattuta l’idea che il cittadino voglia volontariamente sgarrare, né che questo possa essere un suo diritto; si riconosce però che l’obesità è una condizione da valutare con parametri più complessi che il semplice concetto di colpa, e che lo stato non ha il diritto di intervenire.

Per il ministro Turco, quindi, è sufficiente insistere con le campagne informative: lo stato, in Italia, non è ancora pronto per «trovare un [nuovo] punto di equilibrio tra le responsabilità degli individui e quelli dei governi». Ma per quanto?

Il “problema” è che il ragionamento di Blair sembra formalmente corretto e rischia di avere abbastanza presa sull’opinione pubblica, almeno se si riconosce che esiste una disperata necessità di ridurre le spese dello stato, diminuendo il prelievo fiscale e accantonando di pari passo tutte quelle ragioni politiche, etiche e sociali, che hanno portato alla costruzione di uno stato sociale basato sulla solidarietà nei confronti della collettività e su una certa spinta universalistica, almeno riguardo ad alcuni diritti ritenuti basilari. Se la sanità pubblica, non a scopo di lucro, alla portata di tutti e rimborsata dai cittadini in proporzione ai loro averi, è un diritto, spiega Blair, ci deve essere anche un dovere del cittadino che mette in gioco qualcosa di suo. Fino ad oggi bastava il pagamento delle imposte e il rispetto delle leggi: da domani, probabilmente, sarà un dovere quello di comportarsi bene, mangiare frutta e verdura, non fumare, impegnare le pause pranzo in demenziali sedute di fitness simili alle olimpiadi per grassi gerarchi di fascista e fantozziana memoria. Rimane aperto il “come” e il “quanto” valutare l’adesione allo stile di vita, ma l’impianto complessivo sembra convincente. D’altra parte siamo il popolo “altruista” del “io sono fertile, se tu non lo sei è un problema tuo”, con tanto di linguaccia infantile, che abbiamo avuto il piacere di conoscere all’ultimo referendum: un etto al di sotto del limite diventerà un’occasione di vanto, e perché pagare il lettone d’ospedale del vicino peccatore? Paradossale e beffardo, è compito dello stato addirittura quello di far «riconoscere il piacere offerto da una dieta sana e dall’attività fisica». Speriamo ce la facciano.

Se le tasse su sigarette e alcolici permettono di coprire (integralmente secondo alcuni, parzialmente per altri) le spese per patologie per cui fumo e alcol sono concause, una forma di prelievo simile non esiste obesi e sovrappeso e non è considerata l’opportunità di una tassa sul “junk-food” (cibo spazzatura). Con i dovuti ammortizzatori, insomma, un progetto simile potrebbe anche essere accettato di buon grado.

Certo, una volta che si permette allo stato la possibilità di frugare negli stomaci e nei carrelli della spesa dei cittadini imponendo con il ricatto lo stile di vita corrente, esiste la concreta possibilità che esso arrivi ad imporre comportamenti o trattamenti più discutibili ma accettati dall’opinione pubblica, in un domani molto prossimo, grazie alle campagne propagandistiche e all’azione di pseudo-scienziati prezzolati. Come, negli Stati Uniti, l’utilizzo di forme di Trattamento Sanitario Obbligatorio, magari raggiunto tramite ricatti e terrorismo, per sindromi discutibili come l’ADHD, l’iperattività dei bambini, curata con psicofarmaci che recentemente la FDA (Food and Drug Administration) ha definito in grado di «provocare gravi complicanze cardiache e problemi psichiatrici anche in bambini sani, inclusi ictus e morte improvvisa» (chiedendo per ora una revisione delle avvertenze sulle confezioni).

Ma questa è fantascienza, anche se accade dall’altra parte dell’oceano.

La dottrina Blair arriverà anche in Italia? Probabile.

Certo erano belli i tempi in cui lo stato si limitava ad informare e a difendere i cittadini e, una volta coscienti e vaccinati, li lasciava sbagliare pronto a riaccoglierli, solidaristicamente, almeno per le ultime cure nella camera di un ospedale pagata da qualche anonimo cittadino “generoso”. In un futuro di intransigenza e di individualismo dobbiamo forse prepararci a scontri tra fumatori e salutisti, a colpi bassi tra lobby degli istruttori di palestra e comitati “fat pride”, a battaglie giocate sui centimetri, a schermaglie fra bravi e cattivi ragazzi. Far rotolare il compagno di corsia già dal letto è coerente con l'epoca in cui ci stiamo sollazzando, d'altra parte.

Certo, se si potesse evitare, ci risparmieremmo l’ennesima guerriglia fra impoveriti. Evitando nuovi apartheid, potremmo tornare a considerare l’idea di costruire un mondo più sereno, e chissà che non ne arrivi a trarre giovamento anche la salute.

Andrea Franzoni (Mnz86)

[1] Trad. Istituto Superiore Sanità
[2] ADN Kronos
[3] Repubblica.it
[4] La Stampa
[5] ADN Kronos

11 sett and Focus

www.luogocomune.net
11 settembre : "Tutta la verità" di Focus
pubblicato da Redazione il 12/3/2007 9:20:00 (2404 letture)

Sull'onda della popolarità raggiunta dall'argomento nell'autunno scorso, nel febbraio di quest'anno anche la rivista Focus ha voluto darci la "sua" verità sui fatti dell'11 settembre.

Lo ha fatto purtroppo in maniera affrettata e superficiale, mantenendo una costante angolazione critica, verso chi contesta la versione ufficiale, che non depone certo a favore di una equilibrata ricerca della verità. L'articolo inoltre dimentica di affrontare alcuni fra gli argomenti più importanti in assoluto del dibattito in corso, mentre riporta spesso informazioni decisamente errate e fuorvianti rispetto ai fatti accertati.

Quello che segue è il servizio completo di Focus, pagina per pagina, con le nostre annotazioni sugli errori più vistosi. In coda all'articolo trovate la lista delle omissioni più importanti rilevate nel medesimo. E' soprattutto questo il punto debole dell'articolo, …


… che non rende certo un buon servizio al lettore che si avvicinasse per la prima volta a questo complesso e delicato argomento.

Siamo certi che una rivista seria come Focus, che ha avuto inoltre l'ambizione di intitolare l'articolo "Tutta la verità", saprà correggere nella giusta sede e con la giusta visibilità tutto quanto dovuto.

Qui la nostra analisi dell'articolo di Focus

Massimo Mazzucco

NOTA: Mi ero impegnato con il Direttore di Focus a fargli avere questa critica molto prima di questa data, e me ne scuso con lui, ma una serie di ritardi, sommati al recente "caso Matrix" (che avrebbe rischiato di sovrapporre questa analisi a Crono912, creando inutile confusione) hanno imposto di rimandare fino ad oggi la sua pubblicazione. M.M.

2007/03/05

11 settembre

www.luogocomune.net

11 settembre : Crono912 - Controdebunking di Inganno Globale
pubblicato da Redazione il 26/2/2007 9:30:00 (2527 letture)

Ultimamente in rete ha preso piede un nuovo metodo, molto comodo e sbrigativo, per liberarsi delle idee che fanno da ostacolo a quelle "ufficiali": dire che "è stato tutto smontato", da qualche parte nel cyberspazio, e tirare avanti tranquilli, come se il problema non esistesse più.

Questo strano metodo di lavoro ha poi preso una parvenza di ufficialità, con l'uscita del libro di Popular Mechanics "Debunking 9/11 Myths", al quale alcuni direttori di giornale, più creduloni di altri, si sono appoggiati con una tale confidenza da finire travolti dalla stessa valanga di fango che in poche ore lo ha sepolto.

Ma il vizio imperversa. E' molto comodo, in effetti, dire "è stato smontato tutto", senza nemmeno aver affrontato un serio contraddittorio,

... e chi ha la coscienza poco pulita su certe faccende se ne approfitta spesso ignobilmente.

E' il caso, purtroppo, di Crono911, un documento che afferma di "smontare" pezzo per pezzo il film Inganno Globale, che - come molti sanno - contiene una sintesi delle accuse portate in tutti questi anni alla versione ufficiale dell'undici settembre da tutti i più importanti ricercatori indipendenti.

Dopo averlo letto, al momento della sua comparsa in rete, lo avevo reputato di una tale inconsistenza (etica, prima ancora che formale) da non ritenere necessario replicare. Riguardo all'aleatorietà dei contenuti, poi, diciamo solo che l'autore, come potrete constatare, arriva addirittura a confondere un edificio del World Trade Center con un altro.

Ultimamente però questo documento viene linkato ovunque possibile, nel disperato intento dei debunkers di gettare in qualche modo discredito su Inganno Globale, e su tutto ciò che quel film rappresenta in Italia riguardo all'11 settembre.

Mi sono quindi deciso ad affrontarlo in modo radicale, rispondendo punto per punto alle sue critiche.

Lascio ovviamente a ciascun lettore il giudizio finale, mentre ringrazio Abulafia, Ashoka, Manthrax e Musicband per l'importante contributo che hanno dato nel mettere a punto questa risposta.

Massimo Mazzucco

NOTA: Avviso che si tratta di una lettura "mastodontica", da prendere un poco alla volta: poichè infatti Crono911 ha ritenuto di attaccare praticamente ogni singola frase di Inganno Globale, è stato necessario replicare quasi allo stesso livello.

Se non altro, così facendo, sono stati affrontati tutti gli argomenti più importanti del dibattito sull'11 settembre, per cui Crono912 - che contiene l'intero Crono911 originale - può anche essere considerato come un percorso alternativo per chiunque volesse studiare più da vicino la materia. In fondo, contiene il meglio delle critiche dei debunkers raccolte fino ad oggi, e il meglio delle risposte da parte di chi non crede alla versione ufficiale.

Naturalmente, si invitano tutti coloro che condividono il contenuto di Crono 912 a pubblicizzare al massimo il documento in rete, specialmente nei siti e forum dove Crono911 viene suggerito come la panacea a tutti i mali del "complottismo". (Prima di fare invece una copia in PDF, da mettere magari in p2p, aspettate che il documento venga finalizzato: nei prossimi giorni infatti ci saranno sicuramente piccole aggiunte e correzioni).

Sarà anche interessante vedere quanti debunkers linkeranno Crono 912, accanto a Crono911, a verifica della loro tanto decantata onestà intellettuale.

Crono 912 - Prima Parte

Crono 912 - Seconda Parte

°°°°°
A proposito di debunking, segnalo su Comedonchisciotte la traduzione della risposta di Prison Planet al vile "Hit Piece" della BBC sull'11 settembre

2007/03/04

BR

www.beppegrillo.it

Born in the USA

born_in_the_USA.jpg

Chissà perchè le Brigate Rosse sono apparse sui giornali. In televisione. Sono state biascicate, evocate, dalle bocche dei nostri dipendenti lumaconi. Per giorni e a tutte le ore PRIMA della manifestazione di Vicenza. Identikit. Armi e stelle a cinque punte. Una resurrezione che neanche Lazzaro e Gesù messi insieme. E poi, dopo una manifestazione pacifica. Bellissima. In cui si è detto chiaro e forte che gli italiani non vogliono basi di guerra americane. Aeroporti di guerra. Bombe nucleari di guerra. Aerei che decollano per bombardare.
DOPO la manifestazione di Vicenza. In cui non è successo nulla. Nessuno è stato ferito. Non ci sono stati incidenti. Nonostante il clima creato dai media. Che si aspettavano un secondo G8 di Genova. Dopo la manifestazione, le Brigate Rosse non ci sono più. Le ho cercate sui giornali, sulle riviste. Persino sul Tg2 della notte. Nulla. Sconfitte in una settimana.
Dopo Vicenza i media hanno dato fiato alle trombe per il voto di fiducia sull'Afghanistan. Sempre di americani si trattava. Un voto che in un altro Paese non avrebbe determinato nessuna crisi di Governo. Al massimo qualche tensione con l’alleato. Ha fatto cadere il Governo. Chissà perchè?
Andreottinoglobal ha detto, solo adesso, che la base di Vicenza è inutile. “Che bisogno c'e' di raddoppiare la base? Che bisogno c'e' ancora di strutture militari? Per metterci chi, per difenderci da chi? Certo non per difendersi dal terrorismo perché il terrorismo non si combatte dagli aeroporti.” Chissà perchè?
D’Alema ha finalmente criticato la posizione degli Stati Uniti sull’omicidio Calipari. Chissà perchè?
Gli americani proclamano ora al mondo intero che ad estradare gli agenti che hanno rapito Abu Omar a Milano. Violando ogni legge italiana. Non ci pensano neppure. Chissà perchè?
Domande che rimarranno senza risposta in un protettorato americano.
2007/02/26

11 Settembre

Da
WWW.LUOGOCOMUNE.NET

11 settembre : The Pentacon: parlano i testimoni
pubblicato da Ashoka il 23/2/2007 12:30:00 (2245 letture)

Hai visto un aereo al Pentagono l'11 Settembre prima dell'esplosione? E' passato alla tua destra o alla tua sinistra? A nord o a sud? Dove si è diretto?

Tra i tanti misteri che avvolgono la giornata dell'11 Settembre 2001, quello di cosa abbia colpito effettivamente il Pentagono ha sicuramente un posto di primo piano.

Oggi non si può, a fronte delle numerose testimonianze, negare che un grosso aereo bimotore abbia sorvolato i cieli di Washington D.C. la mattina di quel giorno maledetto.

Ma possiamo essere sicuri che quell'aereo sia ciò che ha colpito il Pentagono, abbattendo cinque pali dell'autostrada lungo il suo percorso, colpendo di striscio un camion generatore e sorvolando a pochi metri dal suolo il prato antistante l'edificio governativo ...

... prima di impattare sulla sua facciata con quella particolare angolazione descritta dal rapporto Asce?

I dubbi sono tanti ed i pochi video rilasciati non hanno fatto altro che aumentarli, oltre ad alimentare le discussioni e le polemiche.

Perché quindi non verificare direttamente con i testimoni oculari le loro dichiarazioni, ponendo le semplici domande elencate all'inizio ed intervistandoli proprio sul luogo in cui, quella mattina, avevano visto un grosso aereo bimotore passare sopra le loro teste?

E' ciò che Craig Ranke ed Aldo Marquis, del Citizen Investigation Team (CIT) hanno deciso di fare e le testimonianze che hanno ricevuto, alcune delle quali sono documentate nel film che vi presentiamo, corredate dalle splendide ricostruzioni grafiche realizzate da un esperto video.... di nostra conoscenza, Pierpaolo Murru.

 

Link Google Video

...mettono in seria, se non definitiva, crisi la già traballante ricostruzione ufficiale.

Per abbattere i pali dell'autostrada e colpire la facciata del Pentagono nel modo descritto dalla versione ufficiale, infatti, il Boeing 757 avrebbe dovuto passare, a pochi metri d'altezza, proprio a sud della stazione di benzina Citgo, mentre i testimoni sono sicuri “al 100%” che sia transitato invece a nord della stessa, seguendo una traiettoria differente.



Quello che può sembrare un dettaglio di poco conto, come mostra l'immagine precedente, rende impossibile all'aereo seguire quella traiettoria e contemporaneamente abbattere i cinque pali della luce, colpire di striscio il camion generatore e poi schiantarsi contro la facciata del Pentagono.

Che cosa ha colpito il Pentagono, quindi? E che fine ha fatto l'aereo che hanno visto tutti?

Poiché il film è in inglese di seguito troverete una breve descrizione, corredata di immagini prese direttamente dal film, delle quattro interviste presentate dalla “smoking gun version” del film The Pentacon.

A breve sarà disponibile una versione estesa, la “researcher edition” in cui alle quattro interviste già pubblicate saranno affiancate numerose altre testimonianze che confermano la traiettoria e che aggiungeranno nuovi tasselli al puzzle del Pentagono.


***

Edward Paik

La prima testimonianza presentata dal Citizen Investigation Team è quella di Edward Paik, che lavora come meccanico presso l'officina del fratello lungo la Columbia Pike (un viale che punta in direzione del Pentagono) proprio davanti all'hotel Sheraton.



La ricostruzione ufficiale vuole che l'aereo si sia trovato, lungo tutto il suo tragitto, sempre a sud (destra) della Columbia Pike, senza mai attraversarla. l racconto di Paik però descrive una realtà sostanzialmente diversa.

Dalla sua posizione Edward non poteva vedere il Pentagono ma è comunque stato testimone del volo radente di “un grosso aereo con ali nere” che, attraversando la strada in direzione nord/est, ha sorvolato la sua officina proseguendo in direzione del Navy Annex.



Subito dopo l'esplosione, infatti, Edward Paik era convinto che fosse il Navy Annex ad essere in fiamme e soltanto in seguito ha potuto vedere che in realtà era il Pentagono ad essere stato colpito.



Robert Turcios

Il secondo testimone intervistato da Craig è invece un dipendente della stazione di servizio Citgo che quella mattina si trovava in servizio, così come testimoniano i libri paga, e che ha avuto una chiara visione del percorso dell'aereo: il suo nome è Robert Turcios

Il testimone, che si trovava nella parte sud della stazione Citgo, racconta di aver sentito "il forte rumore dei motori" ed aver quindi visto "l'aereo, molto basso” passare “appena al di sopra gli alberi” che si trovano a nord della stazione di servizio, sorvolando forse con parte dell'ala destra la tettoia della stazione.

L'aereo, descritto come "grigio, forse argenteo" e di cui non ha potuto "distinguere le insegne" era così basso che sembrava poter colpire la strada (lo svincolo del quadrifoglio) e così Robert è corso sulla piccola collinetta che divide la stazione di servizio dalla strada, per poter vedere meglio.

Dall'11 Settembre quella collinetta è stata rialzata, per cui oggi il Pentagono non si vede più, ma all'epoca dei fatti era possibile avere una chiara visione dell'edificio.

Giunto in prossimità dell'autostrada, l'aereo, secondo il racconto di Robert Turcios, si è rialzato un poco" (lift up a little)....



...per evitare il cartello "divieto di accesso" che si trova proprio in direzione del Pentagono, poco prima di scomparire in una palla di fuoco.



Robert non ha visto l'aereo abbattere i pali della luce, né lo ha visto colpire il Pentagono e la traiettoria che ha disegnato è in totale conflitto con quella “ufficiale” ricostruita dall'Asce.



Ma è Robert Turcios l'unico testimone a collocare l'aereo a nord della stazione di servizio?

Secondo il Citizen Investigation Team no, ed infatti vengono presentate le testimonianze di due agenti di polizia, Chadwick Brooks e William Lagsse, che quel giorno si trovavano proprio nelle vicinanze e che anche loro hanno visto l'aereo transitare a bassa quota a nord della stazione di servizio.

Sgt. Chadwick Brooks e Sgt. William Lagasse



Il sergente Brooks si trovava dall'altra parte della strada (rispetto alla stazione di servizio) quando ha visto "un grosso aereo passeggeri" di colore "bianco sporco" con delle "lettere blu" transitare sopra di lui, a sinistra della stazione di benzina (a nord), in rapida discesa verso il Pentagono.



Da lì, Chadwick Brooks ha visto l'aereo proseguire, da sinistra verso destra, nel suo tragitto verso l'edificio governativo, prima di sparire in una "grande palla di fuoco".

Il sergente Brooks dice di non aver visto l'aereo abbattere i pali ma è convinto che abbia colpito il Pentagono, anche se, come abbiamo visto, la traiettoria differisce in modo sostanziale da quella ricostruita dal rapporto Asce per giustificare i danni ed i pali abbattuti.

Il sergente William Lagasse, invece, stava facendo benzina quando ha visto l'aereo, prima di poterlo sentire, sorvolare il bosco dietro di lui, sorvolando gli alberi da sinistra verso destra, a meno di 50 metri dal suolo.



A quel punto l'aereo, secondo il racconto del sergente Lagasse, è transitato a nord della stazione di servizio, cosa di cui è sicuro "al 100%" e su cui "scommetterebbe la vita" e si è diretto verso il Pentagono dove “è scomparso in una palla di fuoco”.

Anche il sergente Lagasse ed il sergente Chadwick hanno ricostruito il percorso dell'aereo in modo molto simile a quello realizzato da Robert Turcios.



Concludiamo con le stesse domande che si pongono Aldo Marquis e Craig Ranke

Ma se l'aereo è transitato a nord della Citgo Station allora che cosa ha abbattuto i pali della luce? Che cosa ha provocato il danno alla facciata del Pentagono penetrandola con quella angolazione?

Forse l'accenno di Robert Turcios ad un "rialzarsi" (lift up a little) prima di raggiungere il Pentagono sta ad indicare che l'aereo non ha colpito l'edificio, ma lo ha sorvolato mentre qualcos'altro causava l'esplosione e dava a tutti l'impressione che fosse stato l'aereo a schiantarsi?

Sono chiaramente solo ipotesi, tutte da vagliare attentamente, ma ciò che è certo è che le testimonianze raccolte dal Citizen Investigation Team sono in pesante conflitto con la ricostruzione fatta dall'Asce, con i danni materiali rilevati sul luogo, con l'abbattimento dei pali della luce, con la direzione dell'impatto e con tutto il resto dello scenario.

Insomma sono in contrasto con tutto ciò che poteva far pensare che un Boeing 757 della American Airlines avesse impattato con il Pentagono.


Marco Bollettino (Ashoka)

Sito ufficiale: www.thepentacon.com

Mirror italiano: www.thepentacon.net
 
Benvenuto nel mio Spaces!
FIRMA!!!!
しばらくお待ちください。
入力されたコメントは長すぎます。短くしてください。
何も入力されていません。もう一度やり直してください。
現在、コメントを追加できません。後でもう一度やり直してください。
コメントと書くには、保護者 (ほごしゃ) の方の許可 (きょか) をもらってください。許可をリクエストする
保護者 (ほごしゃ) の方が、あなたがコメントを書けないようにしています。
現在、コメントを削除できません。後でもう一度やり直してください。
1 日に投稿できるコメントの最大数を超えました。24 時間経過してから、もう一度やり直してください。
あなたが他のユーザーに対して迷惑行為を行っている可能性があると確認されたため、お使いのアカウントによるコメントの投稿を無効にしています。誤って無効にされたと思われる場合は、Windows Live のサポートにお問い合わせください。
コメントを投稿する前に、以下のセキュリティ チェックを完了してください。
セキュリティ チェックに入力する文字は、画像に表示されている文字または音声で流れた文字と一致していなければいけません。
mister d oさんの投稿:
ciao...ni...lo dirò anche agli altri, inizio a dirlo a te....
grazie per esserci, grazie per la nostra amicizia, grazie per sapere che su di te posso sempre contare, grazie per le risate che mi fai fare quando ci beviamo una birra con gli altri, grazie per le mille sigarette che ti ho scroccato...grazie per essere un mio caro amico!
5 月 25 日
claraさんの投稿:
stavo vagando cercando il sociale e l'antisociale del mio adorato franceschino guccini avendo un dubbio sul testo, e sono capitata qui...carino il blog,e poi il titolo merita un commento sul guestbook...besos clara
12 月 2 日